Padre Jacques Albert era nato il 7 marzo 1936 a Mazamet (Tarn), in Francia. Era figlio di Paul Albert e di Flavina, ed era il maggiore di sei fratelli: Jacques, Jean, André, Françoise, Thérèse e Pierre. Battezzato il giorno dopo la sua nascita, era cresciuto in una famiglia profondamente cristiana, nella casa di famiglia in Rue du Curé Pous, nel cuore di Mazamet. Bambino vivace e gioioso, curioso di tutto e desideroso di imparare, era fonte di grande felicità per i suoi genitori e per chi lo circondava. Studente diligente alla Ecole de Saint John, era apprezzato sia dai compagni di classe che dagli insegnanti. La vicinanza della Chiesa del Santo Salvatore lo aveva portato naturalmente a fare il chierichetto, ed era anche entrato a far parte del gruppo scout intitolato a santa Giovanna d’Arco. La sua vocazione sacerdotale si era manifestata molto presto; già da bambino, gli piaceva imitare le cerimonie liturgiche a casa con i suoi fratelli e sorelle.
Su consiglio di padre Dominique, un amico di famiglia, il 28 settembre 1946, all’età di undici anni, era entrato nella scuola apostolica del convento francescano del Terzo Ordine Regolare ad Ambialet, dove aveva proseguito gli studi fino al conseguimento del diploma di maturità. Deciso a seguire la chiamata del Signore, era entrato nell’Ordine dei Frati Minori del Terzo Ordine Regolare, ricevendo l’abito religioso presso il santuario di Nostra Signora di La Drèche il 7 ottobre 1956 e professando i voti l’8 ottobre 1957. Aveva poi proseguito gli studi di filosofia presso i francescani a Béziers. Dopo tre anni di rinvio, dal 1960 al 1961 era stato chiamato alle armi prestando servizio nel reggimento trasporti a Montlhéry, prima di essere inviato in Algeria, al campo di Beni-Messous vicino ad Algeri. Apprezzato per la sua gentilezza e il suo senso di guida fraterna, aveva raggiunto il grado di Maréchal des Logis. Tornato in Francia nell’autunno del 1961, aveva ripreso la sua formazione presso il seminario maggiore di Albi e, il 4 settembre 1964, era stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Santa Cecilia ad Albi.
La sua vita come frate francescano lo aveva portato prima di tornare nuovamente ad Ambialet, a vivere, in diverse comunità, tra cui Ambialet e Fontenay-aux-Roses. Nel 1967-1968 aveva prestato servizio missionario in Brasile, un’esperienza che aveva profondamente plasmato la sua visione pastorale, e aveva collaborato con la rivista missionaria Mato Grosso. Negli anni successivi, egli aveva continuato il suo servizio pastorale tra Fontenay-aux-Roses, Ambialet e il santuario di Nostra Signora di La Drèche, dove nel 1983 era stato nominato rettore, incarico che ha svolto per molti anni prima di servire in seguito come assistente del santuario fino alla fine della sua vita. Il 1° ottobre 1989 aveva celebrato a La Drèche il 25° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
Profondamente legato ai giovani, dedicava volentieri il suo tempo libero all’animazione di colonie estive e raduni giovanili in qualità di animatore o cappellano, accompagnando molti giovani nel loro cammino di fede. Aveva inoltre partecipato a diversi pellegrinaggi e viaggi, in particolare in Grecia, Norvegia e Terra Santa, e aveva custodito con grande gioia il ricordo di aver portato i suoi genitori a Roma per un’udienza papale. Uomo semplice, fraterno e gioioso, padre Jacques amava profondamente la vita familiare e i momenti di condivisione attorno a un buon pasto con i suoi cari. Questo stesso amore per la famiglia si estendeva naturalmente alla sua fraternità religiosa, dove era sempre presente, gioioso e accogliente: un fratello veramente fraterno che amava profondamente la Chiesa e la liturgia e che possedeva una straordinaria conoscenza della storia della Chiesa e del mondo in generale. Fra Jacques ha lasciato una testimonianza di semplicità, umiltà e servizio alla Chiesa, rimanendo al santuario di Nostra Signora di La Drèche fino alla fine della sua vita.
Il 29 giugno 2025, in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, è venuto a mancare serenamente a La Drèche dopo oltre sessant’anni di sacerdozio, lasciando il ricordo indelebile di un fratello francescano buono e fedele, dal carattere forte e, soprattutto, profondamente dedito al servizio di Dio e dell’umanità.

